Pielectasia

Pielectasia


redatto da Dr. Parisella

Si definisce pielectasia una dilatazione della pelvi renale (o bacinetto). 
La misurazione deve essere effettuata sul diametro antero-posteriore della pelvi renale ed il limite è stato fissato a 7 mm. . nelle ultime Linee Guida della SIEOG 2015.
In caso di patologia ostruttiva della giunzione uretero-pelvica  la dilatazione della pelvi renale in base alla severità dell'ostruzione viene distinta in: 
1) lieve quando la pielectasia non supera i 10 mm nel secondo trimestre e a termine di gravidanza e non vi è dilatazione dei calici; 
2) intermedia quando, con gli stessi limiti biometrici, vi è anche dilatazione dei calici; 
3) severa quando vi è pielectasia maggiore di 15 mm. e dilatazione dei calici con corticalizzazione del parenchima renale. 
 
                                            


La pielectasia rappresenta anche un markers per cromosomopatia.
Sono stati proposti alcuni sistemi per ottimizzare l'uso dei markers, tra cui la pielectasia, nel calcolo del rischio per anomalie cromosomiche:
  • Index Score System (ISS) proposto da Benacerraf che da un "peso" ai vari markers;
  • Age-Adjusted US Risk Assessment (AAURA) proposto da Nyberg che assegna ad ogni marker una LR specifica da correlare all'età materna per calcolare il rischio di cromosomopatie.
Come altri markers la pielectasia, se isolata, non ha un valore predittivo importante e viene considerata una variante senza significato patologico sia per la funzione renale in epoca prenatale e postnatale, sia per il rischio di anomalie cromosomiche.
La prevalenza della pielectasia nella popolazione generale arriva, secondo alcuni studi, al 5,5% con un rapporto maschi/femmine di circa 2/1.
Nella maggior parte dei casi in cui la pielectasia è presente in forma isolata essa tende a regredire spontaneamente già nel corso della gravidanza e nei casi rimanenti in epoca postnatale. 

In entrambi i casi la presenza di pielectasia isolata non aumenta il rischio per cromosomopatia. 

Dai dati della letteratura e secondo questi sistemi di calcolo il rischio di essere affetti da  anomalie cromosomiche aumenta con l'associazione di due o più markers o di anomalie strutturali e solo in questi casi bisogna proporre alla gestante una diagnosi invasiva (Amniocentesi) o in alternativa informare la paziente sulla possibilità di avere una diagnosi molecolare sul DNA fetale mediante prelievo venoso alla gestante, precisando che tale tecnica ha lo svantaggio di consentire una diagnosi limitata alle trisomie 21,18 e 13, alle anomalie dei cromosomi sessuali e ad alcune delezioni, ma ha il vantaggio di non sottoporre la paziente a rischio di interruzione della gravidanza. E' anche disponibile un Test sul DNA in grado di valutare tutti e 46 i cromosomi.

Bisogna ribadire che nella quasi totalità dei casi di pielectasia isolata ci si trova di fronte a feti assolutamente normali.

Bibliografia
Benacerraf BR, Mandell J, Estroff JA, Harlow BL, Frigoletto FDJr. Fetal pyelectasis: a possible association with Down syndrome. Obstet Gynecol 1990;76:58-60.
Coco C, Jeanty P. Isolated fetal pyelectasis and chromosomal abnormalities. Am J Obstet Gynecol. 2005 Sep;193(3 Pt 1):732-8.
Chudleigh PM, Chitty LS, Pembrey M, Campbell S. The associationof aneuploidy and mild fetal pyelectasis in an unselectedpopulation: the results of a multicenter study. Ultrasound Obstet Gynecol 2001;17:197-202.
Nyberg DA, Luthy DA, Resta RG, Nyberg BC, Williams MA.Age-adjusted ultrasound risk assessment for fetal Down’s syndromeduring the second trimester: description of the method and analysis of 142 cases. Ultrasound Obstet Gynecol 1998;12:8-14.
Rotmensch S, Liberati M, Bronshtein M, Schoenfeld-Dimaio M,Shalev J, Ben-Rafael Z, et al. Prenatal sonographic findings in187 fetuses with Down syndrome. Prenat Diagn 1997;17:1001-9.


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